...al Topo (il micino roscio) che ha svomitazzato in tre posti diversi della casa, ma soprattutto uno di questi posti è il borsone pronto per il trasferimento a Fregene????? E mo' ndo la metto la roba?!! Grrrrrrrr.....
Per la cronaca la mia "vendetta" è stata la misurazione, terribile scoperta per lui in questa vita, della febbre (si è rivoltato in ogni modo) per essere sicura che stesse bene... Ma credo che abbia vomitato solo perché è estremamente agitato ed evidentemente troppo movimento dopo aver pranzato deve averlo fatto rimettere... Mah! Speriamo bene!
Ok... A noi due, Karma dei miei stivali!!!!
Ieri pomeriggio mi sono messa davanti al Gohonzon e ho aperto le dighe... Poi non contenta sono andata al Kaikan, e lì sì che è stata dura... La voglia di scappare da davanti al Gohonzon del Bustuma grande, quel Gohonzon così grande e imponente, è stata notevole, mentre le lacrime sgorgavano copiose dai miei occhi... Era la prima volta che mi succedeva di piangere "pubblicamente" al Kaikan, ma mentre piangevo il pensiero esatto che avevo era di prendere la pala e a spalare via il letame dal mio karma... Mi sono concentrata su mio fratello, e al NON VOGLIO PIU' SOFFRIRE PER QUESTO, e al VOGLIO CHE LUI STIA BENE... E' stata dura, ma un'oretta sono riuscita a farmela, così... Poi però ero spompata... Avevo bisogno di distrarmi, non volevo tornare a casa... Ho fatto l'azione di mandare un sms a tre diverse persone, due dei quali sono due sokahan tanto simpatici e carini nei modi che ho conosciuto grazie a una mia compagna di gruppo, due sokahan che sono più le volte che incrocio lì al Kaikan che altro. Infatti ieri sera ne ho visto uno dei due, ma da lontano, e non avendolo potuto salutare, è andato via mentre io ero appena arrivata. Ma è stato lui a rispondermi (veramente anche le altre due persone mi hanno risposto...
) telefonandomi per dirmi che stava andando a prendersi un arancino vicino casa, in un posto mitico qui a Roma, e poi si sarebbe visto con un amico... Così l'ho raggiunto, e siamo stati a parlare per un'oretta... Ho aperto il cuore e gli ho parlato del mio pianto liberatorio davanti al Gohonzon prima. Lui ha pensato fosse per una cosa sentimentale, anche perché l'altra sera che c'eravamo incrociati sempre al Kaikan, gli avevo acennato dello screzio col veneziano (che lui ha conosciuto), e aveva dedotto da solo che ci fosse "altro" tra noi. Gli ho detto che non c'è stato nulla anche se io avrei voluto, ma quella è storia passata, e la sofferenza con il veneziano era stata più da amicizia, che altro... No, gli ho detto, la sofferenza karmica è per l'incidente di Vale... e gli ho spiegato la storia a grandi linee, e lui mi ha capita e supportata... Poi mi ha raccontato dei suoi ultimi mesi, lui per una sofferenza sentimentale invece (io, gli ho detto, non credo che starò mai così male per amore... L'amore a volte fa male, sì, ma questa sofferenza qui è un'altra cosa, e non mi permetterei mai di farmi così male -da sola- per un uomo... Non è questione di superficialità o freddezza, ma è proprio che questa è un'altra sofferenza... E' UN'ALTRA cosa...
Vabé...) ha modificato diverse cose della sua vita e del suo karma... E ora sta bene e si sta dedicando un sacco all'attività... Poi siamo andati con la mia macchina a Campo de' Fiori a casa di questo suo amico... Non avevo capito che si trattasse di andare a casa sua, e così mi sono imbucata involontariamente, ma per fortuna questo suo amico, sokahan anche lui, non si è fatto problemi, anzi! Siamo stati BENISSIMO!
A parte che è un ragazzo che avevo intravisto qualche volta al Kaikan e non ci eravamo mai filati, ma LUI si ricordava di avermi vista prima al Kaikan (io stavo per andare via ma sono andata alla toilette, e ho sentito che qualcuno lo chiamava - ha un nome molto originale - ma non mi sono girata a guardare verso di lui o che... Però sapevo che lui era lì. Ricordo che la prima volta che andai al Kaikan con la mia amica che mi ha fatto conoscere quest'altro sokahan con cui ho preso l'arancino, io avevo visto un ragazzo caruccio, e avevo chiesto alla mia amica se sapeva chi fosse, e lei aveva capito che parlassi appunto di questo ragazzo di Campo de'Fiori, invece no... Proprio così avevo saputo il nome di questo ragazzo... a volte ritornano, vedi?!
)... il che vuol dire che LUI pur non conoscendomi, ier sera mi aveva notata...
Magari era per gli occhi gonfi di pianto?!
Vabé...
La serata è andata avanti fino a tipo le 4,15... LOL! Abbiamo bevuto un vino buonissimo, poi il mirto fatto in casa da parenti di un amico del primo sokahan, buonissimo anche quello, e io a un certo punto ero andata al bagno e quando sono tornata mi girava la testa... hihihihi... Bellissimo, poi ho iniziato a ridere... Ero un pochino brilla, ma poi mi è passata, tanto appunto di tempo ne ho avuto, ahahahahah... Abbiamo, ahimé, ascoltato musica raggae, che a loro due piace tantissimo, ma a me no, ma va bene lo stesso... Abbiamo chiacchierato, loro hanno fumato (ari-ahimé!), e io mi sono divertita e rilassata... Poi è scattata la bruschetta alle 3... eheheheh... In mancanza di cornetti! Il padrone di casa se la rideva alle mie battute, così come l'altro sokahan... Mi sono sentita BENE, mi sono sentita il jolly come spesso mi capita, ero IO, così, con o senza alcohol, esattamente io... E sono stata stra-apprezzata per questo... Mi sono sentita bella, dentro e fuori... E' stato davvero BELLO. Il padrone di casa è un ragazzo molto carino, tra l'altro, che davvero non so come non avessi notato al Kaikan, perché dobbiamo esserci visto spesso, e ieri sera mi guardava sembrava con interesse... In realtà anche l'altro sokahan non è male, e credo di interessare anche a lui un po' perché durante la serata ha iniziato a cercare il contatto fisico e alla fine erano più le volte in cui in qualche modo, per qualsiasi cosa o motivo, mi metteva una mano sulla spalla, o mi abbracciava, o mi dava una carezza sulla testa, in maniera più o meno affettuosa, giocando, scherzando, ed è stato bello. Perché io ho un bisogno di calore pazzesco, di affettuosità... Quei suoi gesti mi hanno fatto risvegliare questo desiderio. Sapevo di averlo, ne ho anche parlato qui sul blog, ma quando poi ti ci trovi "in mezzo", e senti che hai perso completamente il contatto con un altro corpo, qualsiasi esso sia, tanto da sembrarti NUOVA ogni sensazione quando ti sfiorano la pelle, pur in maniera pudica, non maliziosa... Insomma, voglio avere a che fare con GLI ALTRI, e risvegliarmi da questo intorpidimento. Perché è ASSOLUTAMENTE NORMALE, e io ne ho BISOGNO! E poi io mi ritengo una persona affettuosa, eppure è come se IO mantenessi le distanze con gli altri, per paura di invadere la loro privacy e intimità. Invece io ne ho bisogno, che gli altri mi abbraccino, mi accarezzino, assecondino le necessità di quella famosa bambina che ha bisogno di attenzioni, e quindi dovrei essere io per prima a darle...
Verrà da sé... 
Comunque alla fine siamo andati via e ho riaccompagnato il sokahan a casa... non prima di esserci fermati da un CORNETTARO vicino piazza Cavour che per fortuna era aperto, anche se fa pagare i cornetti a peso d'oro (un euro!)... Ma erano quasi le 5 e il cornetto ci stava tutto... Così sono tornata a casa alle 5,20 mi pare... albeggiava... Ed io stavo BENE. Non che la sofferenza karmica per l'incidente di mio fratello e per lui stesso mi sia passata, ma come ho scritto in un sms al sokahan per ringraziarlo della serata e per fargli sapere che ero arrivata sana e salva a casa, alle 21,30 non avrei mai pensato, piangendo davanti al Gohonzon, che poi avrei passato una così bella serata.
Grazie.
P.S.
Domani Kaikan con il vicino di casa, e stasera invece sono stata invitata dalla mia compagna di gruppo che mi ha presentato il sokahan di cui sopra, ad andare anche con lui in un posto fuori Roma dove si mangia notoriamente mooolto bene! Si prospetta un'altra bella serata...
Beeeeene!!!
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Gargattina alle ore luglio 19, 2008 17:56 |
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Le 4 sofferenze della vita...
Chi non ha avuto o non ha difficoltà ad affrontare queste 4 sofferenze, abbia il coraggio di alzare la mano... Nessuno? Ah, mbé...
Ho parlato spesso di Vale, mio fratello, l'ultima qui... Oggi riemerge di nuovo questa sofferenza... Sono giorni, anzi, settimane, che Jejo si lamenta di un dolore alla gamba. Lui ha già problemi a deambulare soprattutto per una questione di equilibrio, e anche per un problema al nervo cosiddetto SPE di una delle due caviglie, danneggiato non tanto per l'incidente di per sé, quanto per le piaghe da decubito fino all'osso (non scherzo) che gli hanno fatto venire all'ospedale Gemelli quando era in coma durante il primo mese e mezzo che ha trascorso lì (poi l'abbiamo portato a Innsbruck). In più per questi problemi la schiena ha assunto una posizione sbagliata nel cercare il suo nuovo baricentro, percui ha ovviamente problemi anche alla colonna vertebrale. Ora questo dolore notevole alla gamba, che NON è quella fratturata con l'impatto e che è stata sottoposta a due operazioni, la prima per inserire il chiodo per il femore, la seconda anni dopo per rimuoverlo. E' l'altra, quella "buona". Il medico di famiglia pensava fosse un'infiammazione dell'articolazione e di conseguenza sta prendendo un antinfiammatorio da qualche giorno, che tuttavia ancora non ha sortito effetti sul dolore che prova quando cammina. Oggi mamma gli ha fatto fare le lastre, e il risultato è che ha un'artrosi all'articolazione tra anca e femore. Quando me l'ha detto per telefono mi sono scese le lacrime, così come scendono ora. Non basta tutto quello che ha già avuto, ora anche questo.
La verità è che sono io che ho paura. Non riesco ad affrontare la malattia e la sofferenza di mio fratello, non riesco a non piangere, oppure l'opposto, non riesco a viverla... A volte la sento come fosse mia, come quando ho saputo oggi di questa novità. A volte quasi mi dimentico che mio fratello c'è, che mio fratello è così com'è, che ha bisogno di me. Non voglio affrontarlo, sono la prima che non riesce a vederlo "normale", anche se a volte mi dico che è un miracolo che stia come stia, dopo 4 mesi passati in coma, e sono la prima che lo sprona a fare le cose da solo perché so che le può fare, se solo volesse, davvero...Quando mi accade qualcosa il più delle volte non mi viene spontaneo di chiamarlo e raccontargliela, come sarebbe normale tra fratello e sorella... Non mi viene da chiamarlo per ricordargli di praticare, perché lui da solo non si ricorda di farlo... A volte passano anche due settimane senza che io lo veda... Lui è un tesoro, lui è così dolce, lui mi adora... E io non riesco ad affrontarlo. Perché fa male.
Fa male pensare che già 3-4 anni fa il neurologo che lo segue ormai da anni, risultati di una speciale Risonanza Magnetica alla mano, disse che il suo cervello è quello di una persona di quasi 50 anni, tanto il danno neurologico è stato vasto.
Fa male pensare che il suo corpo invecchia e lui non ha mai vissuto una vita da ragazzo normale.
Continuo a praticare perché, a discapito di qualsiasi pensiero razionale e scettico sulle donne di oggi, la persona giusta per lui arrivi, che si innamori della sua dolcezza e del suo cuore, e vada oltre i suoi comportamenti da bambino e la sua incapacità (cognitiva effettiva, non dipesa da sua immaturità) di non prendersi la responsabilità della sua vita e della vita altrui, e che lo voglia esattamente così com'è... Voglio che lui sia felice e in salute.
Ma è un dato di fatto che il suo corpo ha avuto un danno enorme, nel pieno della sua gioventù, e che potrà solo peggiorare, perché se già io che sono sana a 31 anni sono piena d'acciacchi, figuriamoci lui, e la carrozzeria delle nostre "macchine" invecchia alla velocità della luce...
Lo ammiro perché alla fine lui neanche se ne rende conto, ma è coraggioso a continuare a resistere, ad essere quello che è... Anche se non è indipendente, anche se non può mantenere un lavoro, anche se non si occupa di se stesso. Io al suo posto non so se avrei continuato a vivere, desiderato di vivere, non lo so...
Io voglio, io pratico perché sia pieno di amici che lo vedano per quello che è, che gli vogliano bene e lo sostengano con sincerità.
Ma IO, IO, IO, non riesco, non riesco a fare tutto questo che invece desidero che gli altri facciano per lui.
Lo so che non devo colpevolizzarmi. Ma continuo a scappare. Davanti al Gohonzon io scappo. Non riesco quasi a pensarci a mio fratello, lì davanti, non riesco ad affrontare questo dolore megagalattico, questo macigno che mi opprime il cuore e mi impedisce di essere felice sinceramente, che mi impedisce di avvicinarmi a lui senza piangere, senza vedere la sua sofferenza e provarla io su di me... Perché io lo so che in tutti questi anni, l'incidente l'ho sentito come se l'avessi avuto io in prima persona. Non mi sono permessa di essere felice, ho pensato di non meritarmi amici, amore, affetto, sostegno, perché lui non l'aveva, e se non lo poteva avere lui, non lo potevo avere neanche io. E' come se non volessi vivere perché lui non può, come se non avessi voluto cercarmi un lavoro "normale" perché lui non può. In simbiosi. Perché io sono mio fratello e lui è me. Io voglio che lui sia felice. Ma IO VOGLIO ESSERE FELICE?
Dalla spiegazione del Gosho Felicità in questo mondo di Ikeda: «Se in fondo al cuore, magari in un angolo nascosto, avete deciso che solo voi non riuscirete a essere felici, che solo voi non diventerete una persona capace, che solo i vostri problemi non si risolveranno, questo stesso fattore mentale, questo ichinen, impedisce il sorgere del beneficio» (Gli eterni insegnamenti di Nichiren Daishonin, D. Ikeda, esperia, 1997).
Io so per certo che qui dentro da qualche parte io non mi sto permettendo di affrontare le mie sofferenze e uscire vincitrice. Io continuo a non volerle vedere. So che ci sono, perché lo so, ma davanti al Gohonzon non ci vado "spoglia", ma con i miei muri, argini, filo spinato, e chi più ne ha più ne metta. Le lacrime che ho versato per questo post, non le porto lì davanti... Magari anche sì, ma solo per poco... Non riesco ad affrontarle, ad affrontarMI.
Non riesco ad accettare che mio fratello sia questo, che mio fratello è malato, che mio fratello è debole, in corpo, e che potrebbe non vivere ancora a lungo, ma anche no, potrebbe anche vivere più a lungo di me, ma tutto può essere. Eppure non riesco neanche a vivermelo, per quello che è, per quella persona speciale e unica che è... perché guardare lui e la sua sofferenza è guardare la mia, e tutto quel che vedo mi fa mettere la testa come gli struzzi sotto la sabbia, e non voglio affrontarla, non voglio viverla, ancora, anche se così come la sto vivendo, è peggio che affrontarla a brutto muso.
Lo so che la sua vita è la sua e la mia è la mia. Ma io la vivo come se fosse la mia... E allo stesso tempo NON la vivo affatto...
Questo post è pieno di contraddizioni... Ma non voler affrontare una sofferenza fa scaturire queste contraddizioni... "Sì, ma..." No! Nessun ma.
Compassione. Per me? Per lui? Per cosa? Per chi?
Come???
(odio il ciclo)
Prima di ogni altra strategia, usa quella del Sutra del Loto...
Quindi ora andrò a praticare.
Voglio sostenerlo, e voglio sostenere me. Non voglio che soffra. Voglio che stia bene.
Dannazione.
miagolato da:
Gargattina alle ore luglio 18, 2008 15:52 |
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Il mio ciclo si è permesso di far quel che meglio gli è parso di me in questi giorni... Ieri e oggi col mal di testa, tra l'altro ieri senza mettere il piede fuori dal letto fino alle 18, poi il week-end passato ero nera, mi sono chiusa in casa e non sono uscita se non come un pipistrello alle 20,30 per andare (!) a fare la spesa al centro commerciale che chiudeva alle 22... Che tristezza. Domenica sera il ciclo si è presentato con 4 giorni d'anticipo, ma infatti era una finta, dopo di che ha fatto una "capatina" ogni giorno fino a stanotte... Ora mi spiego tante cose. Era da un po' che non riusciva a sopraffarmi in questo modo, maledetto... Ho passato il week-end senza praticare, poi ho sfidato me stessa e "all'alba" delle 23,30 sono arrivata a Fregene dove mio nonno, poverino, mi aspettava, e stava già mezzo a nanna... Finalmente lì ho ripreso contatto con la natura e con me stessa di conseguenza, e ho recitato gongyo sera in mezzo all'erba e ai grilli... E mi sono sforzata di ripetermi mattino e sera anche lunedì e martedì... Così ho ripreso contatto con la mia spiritualità e mi sono rialzata... Anche se il mal di testa mi ha rimessa ko, ma io sono più forte...
Stasera c'è l'ultima riunione di discussione prima delle vacanze, poi solo riunione di studio la settimana prossima e fino a settembre non ci si rincontra più... Sarà dura mantenere la fede da soli, ma per fortuna c'è il Kaikan, e gli amici e compagni di fede non li perdi se tu non vuoi perderli... Stasera dopo la riunione rimaniamo assieme a mangiare qualcosa e ci si saluta così...
Io sono avvolta dalla nebbia più totale per quanto riguarda la mia vita. Vedo la meta, e questo è l'importante: so quali sono i miei desideri e i miei obiettivi, e ogni volta rinnovo la promessa a me stessa che non m'importa se l'ambiente sembra continuare a ripagarmi con il dubbio e la non chiarezza, ma io so cosa voglio e io l'otterrò!
Non è vero che non sto concludendo nulla per la mia vita, perché ogni volta che sorrido a qualcuno, ogni volta che sostengo chi mi è accanto, ogni volta che io ci sono e dico la parola giusta al momento giusto, ogni volta che compio un'azione verso i miei obiettivi, io sto vincendo, vinco lo stesso, io sono più forte, dei miei demoni, delle mie paure, della nebbia!
Questo poi è il mio ciclo che mi butta giù e mi fa vedere tutto nero, ma so che questi sono giorni passeggeri, anche se si ripetono, ma io vincerò!
Ieri sono uscita per andare a una recitazione a casa di una persona che mi doveva presentare una mia compagna di fede, una persona che mi potrebbe aiutare per il mio sogno nel cassetto non più nel cassetto. Tuttavia poi l'incontro non è andato come pensavo dovesse andare, ma io l'azione l'ho messa e quindi i frutti, prima o poi, ci saranno. Comunque, quando sono uscita ho incontrato questo mio vicino di casa che vedo spesso ma il dialogo era più o meno sempre stato "ciao - come stai? Tutto bene! Ok, ciao, buona serata!" Vive qui da due anni, abita due piani sopra a me, ed ha 44 anni. Ieri ha fatto il lavoro del demone perché già ero in ritardissimo per quella recitazione, a causa del mio mal di testa per il quale fino a neanche un'ora prima ero ancora stesa a letto... E ieri lui era in vena di super-chiacchiere, e io ho sentito che dovevo rimanere ad ascoltarlo, che in fondo c'era una ragione se proprio ieri mi ha abbordata... e la spiegazione non è tardata ad arrivare... Dopo avermi raccontato mezza vita sua, compresa la sofferenza enorme che aveva provato per la persona con la quale ha condiviso 17 (!!) anni della sua vita, e poi la difficoltà a trovare qualcuno che non sia superficiale ed egoista (e io continuavo a pensare "A questo gli farò shakubuku, ma non oggi che vado di fretta..."), e poi il lavoro che fa, ecc., e poi mi ha chiesto di me, se convivevo con qualcuno, e quando ha saputo che ero single mi ha riempita di complimenti, e che si vede che sono una persona profonda, ecc., e sempre solare, e che sono una bellissima ragazza e non capiva come mai non avessi accanto a me qualcuno (e io "ma io ho fiducia che arriverà...") e poi quando ha ritirato fuori il discorso di cosa NON trova nelle donne che ha frequentato, gli ho detto "Ma tu stai cercando fuori di te quello che ti manca, invece dovresti prima crearti una tua forte identità, e poi vedrai che prima o poi la persona giusta arriverà..." e lui improvvisamente mi chiede "Ma tu sei buddista?" e io pensavo lo chiedesse per quest'ultima frase da me detta, invece alla mia risposta "Sì, perché? Anche tu?" mi fa "SI'!"
Cavoli! Mai avrei pensato... Insomma, è uscito fuori che lo shakubuku è venuto da sé, in un certo senso... Perché lui sì, pratica, da due anni, ma ha smesso di andare non so da quanto al gruppo dove andava (che peraltro dista un sacco di km da qui...), e pratica da solo, a casa sua. Il Gohonzon ce l'ha già, e io all'idea che in questa stessa palazzina del nostro condominio ci siano 2 Gohonzon, beh, mi sono emozionata ed illuminata! Cavoli! Superprotetti!!!
Ma se non ti confronti con gli altri e pratichi sempre da solo, non solo non approfondisci la fede, ma in più perdi una gran parte dell'importanza di questa fede... Il dialogo, lo scambio di opinioni, la pratica per gli altri, e la crescita, per non parlare del rapporto maestro-discepolo... Così ci siamo scambiati i numeri di cellulare, e praticheremo assieme perché lo devo riuscire a far uscire dal suo guscio... Scopo di questo Buddismo è kosen-rufu, e senza la pratica per gli altri, come si fa a creare kosen-rufu?! Che senso ha?! Ora il problema è che credo che lui abbia ALTRI INTERESSI su di me. Che io non ho minimamente. Innanzitutto non mi interessa d'aspetto, poi ha tanta di quella strada da fare per ritrovare se stesso, ed io non ho nessuna intenzione di mettermi con una persona problematica ma voglio una persona accanto a me che abbia già la sua identità e non si appoggi su di me per cercare di colmare ciò che gli manca nella SUA vita. Voglio un RAPPORTO ALLA PARI. E poi comunque anche come interessi personali non abbiamo molto in comune da quel che mi ha raccontato...
Ma io ero lì perché è in crisi e ha bisogno di una mano. Come mi ha consigliato il veneziano oggi (incredibilmente ci siamo sentiti...), dovrei farlo parlare con un praticante uomo, che possa essere più vicino alle sue problematiche e alla sua vita, solo che al momento di questa zona non conosco ancora nessun praticante, e anche nel mio gruppo attuale, gli uomini sono 3: uno non ce lo vedo per niente bene come affinità, uno è troppo giovane per lui, e l'altro anche se viene nel nostro gruppo viene dall'EUR (Roma sud) di conseguenza non vedo proprio come potrebbero incontrarsi per parlare... Ma questi sono limiti della mente. Se praticherò per la felicità del mio vicino, in qualche modo la persona giusta al momento giusto uscirà fuori per aiutarmi, se nel mio cuore c'è, e c'è!, il desiderio di far riavvicinare questa persona a Sensei...
Intanto oggi mi ha mandato un sms in cui, un po' bimbescamente (a sentirlo parlare parla normalmente ma gli sms sembrano scritti da un adolescente... E non parlo delle k invece dei ch, ma proprio nel modo di esprirmersi... boh!), mi ha ringraziato di averlo ascoltato ieri, e che se avessi voluto si poteva continuare a parlare... Gli ho risposto dicendogli che magari se domenica sono a Roma si potrebbe andare al Kaikan perché c'è la giornata (come ogni mese) della relazione maestro-discepolo, con le videoguide di Sensei, e quale migliore occasione per lui di rispolverare e approfondire la sua pratica! Gli ho consigliato di riprendere in mano il dialogo con i compagni di fede, perché non si può praticare da soli... Gli ho anche accennato al fatto che ieri sera poi l'incontro con quella persona che dovevo vedere a recitazione non ha sortito al momento l'effetto desiderato a livello lavorativo e lui mi ha chiesto se, quindi, non lavoro? Perché appunto, mi ha ri-risposto, e mi ha chiesto di continuare il discorso a voce...
Ora mi si pone il mio eterno dilemma: come essere gentile e aiutare qualcuno senza che quest'uomo, perché è di loro che si tratta, capisca fischi per fiaschi e non confonda il mio atteggiamento di protezione e disponibilità, con un ALTRO tipo di disponibilità?
Tra l'altro è nella mia stessa palazzina, e questo comporta che si prenda l'eventuale libertà di prendere e suonarmi alla porta, quando meno me l'aspetto.. e questa è una cosa che non sopporto!
Comunque... Devo riporre fiducia nelle mie capacità e nelle sue, e nella fede, che tutto vada al posto giusto... Non è un caso se quest'uomo ha preso questa casa proprio qui, due piani sopra a me, e io tempo dopo sono diventata buddista, e lui mi ha sentita recitare passando davanti la mia porta, ecco il perché della sua deduzione (io pensavo fosse per quello che avevo detto... Invece la ragione era questa! C'era il trucco, LOL!)...
Vabé...vado a prepararmi per la riunione... A tutti Buddisti di passaggio di qua: BUON ULTIMO ZAD DELLA STAGIONE! Besos a todos!
miagolato da:
Gargattina alle ore luglio 17, 2008 17:53 |
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....ieri finalmente sono stata pagata, E BENE, per il mio lavoro presso la gioielleria... Mi è stato ribadito che il capo è rimasto molto soddisfatto del mio operato, e che è contento di poter contare su di me potenzialmente anche part-time. Sta facendo la prova ancora la ragazza che mi ha sostituita, e sicuramente a questo punto continuerà a usare "persone in prova" tutta l'estate (ebbravo), per poi prendere una decisione definitiva a settembre, ma va bene così, tanto io sto lavorando sulla mia vita come dico io, quindi cade tutto a fagiolo! A un certo punto non ricordo cosa ho detto ma ho sembrava mi stessi sminuendo, e lui invece mi ha persino tirata su "No! Ma perché? Quello che è giusto è giusto! Non ti devi sminuire! Sei stata brava, anzi, sei una persona solare ti poni molto bene col pubblico, quindi hai fatto un ottimo lavoro..." mi ha elogiata non solo quindi per le mie doti come commessa ma soprattutto per quelle umane, e questa cosa mi ha inorgoglita, soprattutto in virtù di quel RISPETTO che ho chiesto davanti al Gohonzon! Rispetto, Fiducia e Chiarezza! E le ho ottenute tutte!
I soldi come mi sono entrati sono usciti per le bollette, e vabé. Però è stata una bella soddisfazione.
E poi ieri sera ho fatto una telefonata prima di andare a riunione, a quel membro del mio gruppo (ma ieri era riunione di divisione, quindi lui andava a uomini e io a giovani, non l'avrei incontrato...) che lavora da anni nel campo che voglio intraprendere io. Gli ho chiesto in maniera diretta di un lavoro, e lui mi ha consigliato di chiedere a quell'altra persona che sto frequentando in questo momento cercando di imparare il mestiere guardando, che sicuramente mi potrà aiutare, e così farò oggi che lo vedo. Gli ho finalmente raccontato dei miei studi, e che in fondo sono preparata per fare questo lavoro, anche se "collateralmente"...
E poi, dopo, sono andata a riunione... E... Io avevo determinato davanti al Gohonzon che ieri sarebbe stata la "giornata del lavoro", quella in cui avrei risolto un po' di cose per la mia vita... Ma quanto so' potente?! Mi ritrovo a riunione un'altra persona di QUELL'AMBIENTE, una ragazza dolcissima, alle prime armi col buddismo, con la quale poi mi sono messa a parlare a fine riunione, assieme anche a mio fratello. Ci siamo scambiate i numeri e lei mi ha detto che se mi può aiutare, volentieri, anche perché a lei di lavoro da farmi fare gliene capita e non ci sono mai abbastanza persone che lo svolgano, quel lavoro... E poi è un lavoro che posso fare da casa, col mio computer, con la mia connessione internet... Non viene pagato molto, ma comunque per iniziare è già qualcosa, e poi ora sono disoccupata a tutti gli effetti, quindi tutto fa brodo!!! Così vedrò di battere il chiodo finché è caldo e smuovere ulteriormente le acque, nella direzione che ho deciso io!!!!
E stasera mostra fotografica per conoscere una persona amica di amici buddisti che forse, a livello di fotografia, può essere un altro punto di partenza... vedremo!
Buona giornata meravigliosa a tutti!
miagolato da:
Gargattina alle ore luglio 11, 2008 12:43 |
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Shakubuku per noi buddisti di Nichiren Daishonin è una delle attività primarie da fare: rendere felici più persone possibili attorno a noi! Shakubuku vuol dire parlare della pratica, diffonderla. Perché questa pratica aiuta a vivere felici, e quindi parlarne vuol dire "contagiare" chi abbiamo accanto con questo splendido modo di vivere la vita, di percepire le cose che ci accadono.
Riuscire a portare qualcuno di nuovo alle riunioni è una cosa per me decisamente difficile... Non ho molti amici all'infuori dei buddisti, quindi non ho molte persone a cui poter parlare del mio buddismo che già non lo seguano... Finora ho accompagnato ad alcune mie riunioni la mia amica e vicina di casa, e poi questo ragazzo suo amico col quale ho flirtato qualche volta l'anno scorso (esperienza non dico da dimenticare perché tutto fa brodo per crescere e migliorarsi, ma poco ci manca...
). Quindi giovedì 3, dopo innumerevoli inviti rifiutati, sono riuscita a farlo venire. La riunione verteva sull'attaccamento, partendo da un'esperienza di una delle ragazze presenti, che dopo anni che lavorava nello stesso posto, è stata spostata di un piano per lavorare con tutte persone diverse. Questo le ha fatto cambiare ovviamente ambiente, colleghi, e anche lavoro, in un certo senso, ma decisamente è stato un riconoscimento del suo lavoro, a vederla da fuori, e ora ha anche più responsabilità! Insomma, un bel salto di qualità... Da lei, un'altra ragazza ha raccontato la sua esperienza, sempre sul lavoro, che portava avanti da mesi e finalmente è alla svolta, e ancora, poi, ha parlato anche uno dei pochi uomini (2!) del nostro gruppo, per raccontare anche la sua di esperienza, nella quale ha detto di essersi finalmente rispettato e fattosi rispettare sul posto di lavoro, e di star raccogliendo ora i frutti di questo.. Esperienza in parte simile alla mia, per quanto riguarda il RISPETTO.
In tutto ciò il mio shakubuku ha ascoltato, ha anche riso e sorriso alcuni momenti secondo quel che si diceva... Sembrava molto interessato.
Finita la riunione gli ho dato il contentino di andare a cena fuori assieme, anche per sentire le sue impressioni. Ahimé non sono riuscita a coinvolgere nessuno, e già da come abbiamo iniziato a parlare, appena seduti, ho capito l'andazzo della serata. Esattamente come me lo ricordavo, ha iniziato a criticare tutto e tutti, a cominciare dai camerieri, anche se dice di nutrire molto più rispetto per loro che per altri mestieri più "alti", agli altri commensali, e poi parlando della riunione, ha detto che forse è sempre stato buddista o forse non si è parlato di cose particolarmente profonde (effettivamente rispetto ad altre riunioni non è stata una riunione molto incentrata sugli insegnamenti profondi di Nichiren, anche se ovviamente per fargli capire di cosa si tratta Nam-myoho-renge-kyo, una rispolverata alle basi l'abbiamo data...) fatto sta che non ha sentito nulla di nuovo e comunque è interessato a tornare per saperne di più... MA, perché c'è un MA, l'esperienza del mio compagno di fede gli è sembrata completamente FUORI LUOGO. 
Ho cercato di fargli capire che nulla è fuori luogo in una riunione, perché pure se ci fosse un filo conduttore e una persona ha bisogno però di raccontare una sua esperienza e farsi dare un consiglio che non c'entra nulla col filo conduttore, noi tendenzialmente si accoglie tutti... E lui NO! Non ha voluto sentire ragioni, perché secondo lui l'esperienza del mio compagno di fede era se GUAGNARE 4000 O 6000 EURO, E I PROBLEMI DELLA VITA SONO ALTRI!!! 
Ho provato anche a dirgli che non ha proprio raccontato quest'esperienza che dice lui! Non ha parlato di soldi, ma ha parlato di CARRIERA, e di cosa è disposto a perdere o meno per la stessa. Che è ben diverso, e anzi, ha proprio detto di non voler rinunciare agli affetti e alla sua VITA per la carriera... Ma no, lui invece dice che è così, e così è... Ha iniziato ad alzare la voce subito, tra una sigaretta e l'altra (vizio che non perde....né migliora...) e quasi urlando mi dice "Allora vuoi proprio litigare?! Come al solito tra di noi non c'è dialogo! Vedo che non è cambiato nulla!!!" 
Dentro di me ho pensato "IO?! Io voglio litigare?! Ma ti sei visto??? Ok, basta, io non voglio alimentare la sua collera. Se vuole avere ragione lui, l'avrà. D'ora in poi starò zitta. Così ho determinato. Così farò." UN attimo dopo la mia decisione, mi vedo passare davanti due persone, un uomo e una donna, che vengono al mio gruppo studio... PROVVIDENZIALI!!! Stavano andando a sedersi al tavolo accanto al nostro, e noi eravamo ancora agli antipasti, perciò ho preso la palla al balzo e abbiamo unito i tavoli per cenare assieme... LUI sicuramente non avrà gradito, ma problemi suoi... Da questa persona occorre salvarsi se la si vuole vicino. Voglio dire: è una persona arrogante e collerica che vuole sempre avere ragione e che tende a schiacciare tutto quello che ha attorno, pur di far prevalere la sua idea. Ed è convinto che tutto il mondo sia inferiore a lui e che le cose le fa bene solo lui e nessun altro. Oltretutto puoi anche non dar spago al suo alzare la voce, al suo continuo litigare con tutto e con tutti, anche con l'aria che respiri, ma lui poi si altera e dice che TU VUOI LITIGARE!! Io?!!! Ma se io sto lì buona che ti lascio sfogare e manco ti sto ad ascoltare...
Tuttavia è un Budda, e io so perfettamente che è lui a sentirsi inadeguato col resto del mondo. Questa sua arroganza è una sua INSICUREZZA. E questo Buddismo gli farebbe sicuramente aprire gli occhi, se solo ascoltasse con umiltà... Io voglio che lui sia felice, esattamente come voglio che lo siano tutti al mondo. Quindi perché negargli questa benedizione? No, piuttosto gliela raccomando!!
Comunque... la ragazza dei due che si sono uniti a noi è una ragazza estremamente estroversa e simpatica, che non te le manda a dire. Così una volta sentito di cosa stavamo parlando, e che lui era la prima volta che veniva a riunione, ecc., l'ha rivoltato come un pedalino. Lui ha trovato pane per i suoi denti e si è trovato messo alle corde. Ha provato ad alzare la voce anche con lei, ma lei gli ha tenuto testa, e alla fine l'ha bloccato con una domanda shock: "Ma te sei felice? Ma FELICE DAVVERO?" e lui è raggelato e poi si è arrampicato sugli specchi... "Per alcune cose sì..." "NO! O sei felice davvero o no <per alcune cose>!!" Zitto... Porello!! Ho avuto quasi pietà di lui... Ma invece ho lasciato che lei se lo giostrasse come voleva, che tanto io con lui dialogo zero. Che poi si stava inalberando sul dialogo lui, parlando di razzismo "Che tu lo devi sapere meglio di me!!" e io "Maddeché?" e lui "Beh, viste le tue origini!" e io "Ma mio padre è cubano, ma è bianco, che c'entra il razzismo con noi?" e lui "No, perché comunque è venuto qui da straniero" e io "Ma veramente non ha mai subito atti di razzismo! Parliamo degli anni '70, forse i tempi erano diversi, non lo so...Ma mai subito razzismo" e pretendeva ancora di avere ragione: voleva ricostruire lui il passato di mio padre, evidentemente! Mah... Che poi, se posso dirla tutta, uno che si fa questa pippa mentale, è il primo che PENSA MALE di chi arriva da paesi stranieri. Se lui è arrivato a pensare questo di mio padre - cosa alla quale io non ho minimamente mai pensato - è perché evidentemente da qualche parte dentro gli scoccia che mio padre da Cuba sia venuto qui a lavorare a cavallo tra gli anni '60 e '70! Comunque, tornando al razzismo, dice che praticamente che a chi è razzista gli darebbe fuoco... Non mi pare abbia usato questo termine ma il senso era quello. Gli ho detto che nel nostro Buddismo tutti siamo dei Budda, quindi anche stupratori, assassini, razzisti... anche loro sono dei Budda... "Allora mi dispiace ma non abbraccerò mai questo buddismo!" e io "Ma non vuol dire che devi accettare il loro comportamento e giustificarlo. Vuol dire che devi accettare loro per quello che sono. Poi se vuoi cambiare le cose, SCEGLI IL DIALOGO. Con le giuste parole, basi e motivazioni puoi riuscire a far cambiare chi ti è di fronte, toccando il loro cuore..." e lui "NO! Io con loro NON VOGLIO DIALOGARE!! Non me ne frega un cazzo!" E lì arrivarono provvidenziali i miei due amici... Così la donna, quando ha sentito di questo discorso, mi ha guardata con uno sguardo di intesa e poi ha cercato di farlo riflettere... Perché lui spara a zero su tutti. Dice di essere tollerante e aperto, ma poi che so, stava sparando a zero sul vicino di tavolo, sui 60 anni, a cena con una di 50 che, a sentire lui, voleva andare in giro vestita comeuna di 30... A me è venuto spontaneo dirgli "Ma a te, che te frega????" perché alla fine se stai sempre a guardare gli altri che fanno e a criticare tutto (e questo comportamento, anche se lui LA critica sempre, è lo stesso che usa sempre la nostra amica comune, la mia vicina di casa! E lui è così uguale a lei, in realtà...) non campi mica bene! Curati le TUE piantine, non stare a guardare l'erba del vicino! Se cambi tu, cambia anche l'ambiente...
Comunque, a un certo punto mi sono alzata e sono andata a prendere Felicità in Questo Mondo, il libro che si regala di solito quando si fa shakubuku. L'avevo in macchina, quindi mi sono allontanata. Stavo tornando quando l'uomo, mio amico, mi viene incontro... Pensavo che stesse andando via, invece mi doveva dire una cosa... Lui è uno che non parla quasi mai, ed è sempre molto compito... Mi si avvicina e mi fa "Oh... ma l'amico tuo... E' veramente UN ROMPICOGLIONI!!!" ahahahahahahahahahah... bellissimo... con la sua delicatezza sentirgli dire sta parola!!! ahahahahahha... E io "Vero? Poverino...." e lui "Ma perché l'hai portato? C'è qualche interesse sotto?" e io "no... l'anno scorso abbiamo flirtato un po', ma solo perché aveva casa ad Ansedonia, non perché mi interessasse lui... Ma comunque l'ho portato proprio perché è un Budda,e questo suo comportamento denota un'enorme sofferenza e senso di inadeguatezza... Proprio per questo suo comportamento penso che il nostro buddismo potrebbe aiutarlo..." 
Poi alla fine della serata stavamo salutandoci, e il mio shakubuku se ne esce, parlando di me, non so perché, descrivendomi come una rompiballe alla quale non sta mai bene niente, che critica sempre tutto e tutti, e sempre incazzata... IIIIIIIOOOOOOOOOOOOOO?!!!!!!! A me è venuto da ridere e non ho detto nulla, ma la mia amica lo guarda, ride, e fa "Ma stiamo parlando della stessa Pilar??!!! Ma guarda che Pilar è una persona così dolce, è sempre accomodante, fa sempre sentire tutti a loro agio, incoraggia, è solare, è una così bella persona, generosa, si vede e si sente!!" e lui "No, allora devi averne conosciuta un'altra!" e lei di nuovo "No, sai che c'è? Ti sei chiesto perché la vedi così? Perché TI FA DA SPECCHIO! Sei tu che sei esattamente come hai descritto lei! Stai vedendo te stesso, non è lei..." (allo stesso modo, aggiungerei io, lui vede negli altri sempre se stesso, ecco perché è così incazzato col mondo intero... Non è felice di se stesso, e così si incazza con gli altri!) E' stato fantastico! A parte sentirmi descrivere come mi ha descritta lei, ma poi che ci fosse qualcuno che gli aprisse gli occhi che non fossi io, qualcuno di esterno a tutta la faccenda, e che finalmente dopo un anno passato a sentirmi dire da lui sempre questi deliziosi apprezzamenti (ciò nonostante ha continuato a cercarmi e ricercarmi... Ovviamente perché sa, in fondo al suo cuore, che non sono io quella che ha descritto, ma se stesso, e che io invece sono tutt'altra persona che a lui fa piacere frequentare, tsk!), ci fosse qualcuno che gli facesse notare la verità...
Geniale!
Comunque... Ha detto che tornerà, a riunione... Chissà, forse al prossimo zadankai, che poi è l'ultimo prima di settembre...
...stasera sono tornata dalla riunione buddista. Mentre ero in auto è arrivata la mia vicina (due posti più in là, a destra) di parcheggio nel parcheggio condominiale... Scendo dall'auto mentre lei stava scaricando delle cose dal portabagagli... Chiudo la mia auto e faccio per andarmene, non prima di, come mia consuetudine quando incontro un condomino (non è però abitudine di tutti, ahimé), averla salutata "Salve! Buonanotte!" e indietreggio allontanandomi mentre lei mi risaluta calorosamente... Mi giro in extremis, e....
SPLAT!
Come dire...
Mi sono spalmata bella bella come una zanzara tra le mie mani se solo osa avvicinarsi, sul portabagagli della STATIONWAGON parcheggiata accanto al mio posto, a sinistra però, alla quale ho dato le spalle fino all'ultimo, e della quale avevo EVIDENTEMENTE dimenticato completamente le dimensioni.... La scena è stata a dir poco esilarante... Io che già al momento dell' "URTO" (chiamiamolo così... stavamo per fare il CID!), stavo ridendo perché mi ero immaginata agli occhi della vicina e agli eventuali occhi di qualcun altro che poteva essere in quel momento affacciato alla finestra... E lei che cercava di sdrammatizzare, ma in realtà se la rideva, eccome, dicendo "Eh! Ci dimentichiamo di quanto siano grandi, abituate come siamo alle nostre piccine..." (effettivamente!! La differenza con la mia, che tra l'altro parcheggio col muso incollato alla recinzione proprio per lasciare più spazio di manovra agli altri, è di un metro! E avevo "giustamente" preso lei come parametro per girarmi "in tempo"... povera illusa!
)
Che ridere... Ho riso fino a tornare a casa... e anche di più...
Volevo dire...
Sto praticando con sincerità davanti al Gohonzon...
Le lacrime ogni tanto escono... al pensiero di ciò che è stato, e ciò che sarà... Ma con la fiducia che io ho il mezzo per cambiare tutto...
Riguardo il lavoro, che dire... Oggi ho chiamato il capo: siamo a mercoledì e non si è fatto vivo, che diamine! Mi ha subito detto "ci vediamo domattina, così ti dò anche quanto ti devo?" Ecco, bravo, mi veniva da dirgli. E domattina la resa dei conti, in ogni senso... Vediamo quanto mi scuce, dalle sue tascucce, e che novità ci sono. Ho mandato un sms a Bianchina per chiederle un consiglio, dato che lei lo conosce bene, ma non solo non ha risposto alle telefonate dal numero Wind che conosce bene, ma neanche dal Vodafone in anonimo (volevo risparmiarmi la telefonata dal mio Wind al suo Vodafone, e ho pensato di RIchiamarla in anonimo visto che il numero è inutile che lo veda, tanto non lo uso mai... Avrà pensato che fossi io, appunto...), che bello. Non vorrà entrare nelle mie "beghe" col capo, però volevo sapere da lei (NON era orario di lavoro) se c'era ancora la ragazza lì a lavoro o è arrivata la "signora"... Ora che ci penso, questa settimana è in Sardegna.. Forse è per questo che non ha risposto... Vabé... Domattina scoprirò tutto, e ho determinato che voglio RISPETTO, perciò sarò pagata quanto mi spetta, non meno!
Ho in programma di fare un altro paio di telefonate... O meglio, un sms e una telefonata, non so bene quando e come domani, ma penso proprio di farle... Riguardano il sogno nel cassetto, e spero di smuovere un po' le acque con determinazione e col giusto ichinen dovrei riuscire ad avere i risultati che voglio io.
Ieri sono tornata su un articolo de Il Nuovo Rinascimento del 1° giugno che avevo già letto quando era uscito...
Rileggendolo ora che ho passato "quel che ho passato" con il veneziano, dopo i consigli della Delf, e dopo aver elaborato comunque la cosa davanti al Gohonzon, ho capito tante cose di questo articolo che sì, avevo compreso nel leggerlo la prima volta, perché comunque sono tutte cose sensate, ma non avevo VISSUTO quel che scriveva la giornalista (bellissimo articolo, pregno di un sacco di cosa che permeano la vita di tutti noi...)... Così ho elaborato. Ulteriormente. Ho tolto il libretto dal Butsudan. Quel libretto in cui descrivevo l'uomo perfetto. In fondo è un attaccamento. Il Gohonzon sa cos'è giusto per me. Non è detto che TUTTI quei particolari incredibili che io ho descritto, e che per la maggior parte ho trovato nel veneziano, siano poi tutti appartenenti alla persona giusta per me. Può darsi che le cose importanti la persona giusta le abbia, ma alcuni particolari siano eccessivi. Può darsi che finché io voglio quello, proprio quello, esattamente quello, convinta che sia la cosa giusta per me, la persona giusta, cioé, per me, in realtà non lo sia. Forse il veneziano è stato questo per me. Farmi vedere che tutte quelle cose lì, solo ora ci arrivo, forse non sono così perfette per me.
Quando volevo tanto il lavoro come receptionist in piscina, ho tenuto a lungo il tesserino d'ingresso del primo mese che mi ero iscritta, dentro il Butsudan. Solo quando l'ho tolto da dentro il Butsudan, erano passati pochi giorni o forse proprio 2-3, mi chiamarono per farmi fare il famoso colloquio da cui poi è partita la prima esperienza lavorativa importante per me, con un datore di lavoro. Esperienza che comunque è terminata a breve, perché NON era il lavoro giusto per me, non lì almeno.
Ho riflettuto sulla frase, una delle tante così illuminanti, di questo articolo che dice "Sforziamoci di non ostinarci a volere per forza una cosa: quello che apparentemente era un fallimento si può rivelare invece un grande beneficio, oltre che una grande protezione." Esatto!!! Può darsi che io mi debba proteggere. Può darsi che io stia sbagliando tutto. Mi rimetto in gioco, rilancio e mi affido, ancora una volta, anche oggi. Anche domani! Perché noi non possiamo essere certi che quello che desideriamo, anche se i desideri sono il motore per l'illuminazione, sia la cosa GIUSTA per noi. Quell'uomo meraviglioso che io ho incontrato il 29 marzo non è la persona giusta per me, non ora, e non credo mai, ma mi ha indicato la via. E' stato necessario perché mi rendessi conto che sì, sono sulla strada giusta, ma non posso desiderare, volere, una persona, QUELLA persona, se non è quella giusta. Devo smettere di praticare in questa direzione, in questo senso unico, e aprire il mio cuore alle mille altre strade dove mi può portare, e tra quelle, quella giusta. La persona che ha scritto l'articolo ha vissuto la mia stessa esperienza riguardo un uomo che l'ha fatta innamorare a livello adolescenziale, e anche se non è andata al di là dell'amicizia è stato necessario, come per me il veneziano, per CRESCERE.
E poi, a seguire, l'esperienza fondamentale, un'altra che mi ha aperto i rubinetti del cuore, e che mi ha fatto percepire una parte della mia vita che non sento di aver sentito (scusate il gioco di parole) la prima volta, un mese fa, che ho letto questo articolo...
"In questo modo ho potuto illuminare tutto il percorso di questa storia, fatta di attese e rifiuti, di avvicinamenti e abbandoni, e ho potuto constatare che le mie relazioni erano state improntate su questa alternanza di rifiuti e di abbandoni, sia come vittima che come artefice. E così, grazie alla dinamica della storia che questa volta avevo vissuto, per così dire, "a distanza di sicurezza", anche con l'aiuto di un valido specialista, sono riuscita a rintracciare nella memoria emotiva la causa primaria che aveva determinato tutte le mie esperienze affettive: un dolore antico, legato alla mia infanzia, che avevo dovuto rimuovere per poter andare avanti, ma che aveva inesorabilmente permeato ogni mia azione volta alla realizzazione non solo sentimentale, ma di tutta la mia persona. Il Gohonzon, al quale avevo chiesto la felicità di un amore autentico, aveva riportato in superficie l'ostacolo che vi si nascondeva dietro, grazie a un perfetto "motore di ricerca", un espediente potente come può esserlo solo un forte desiderio. Uno dei primi benefici è stato riacquistare l'esercizio dell'amorevolezza, che pensavo fosse diventato per me ormai un lusso proibito! Le grandi sofferenze infatti, se da una parte rendono più forte, dall'altra purtroppo fanno indurire, se non nell'animo, sicuramente nei modi. A volte chi abbiamo davanti è spaventato quanto noi, se non di più, ed è difficile allora, se anche noi siamo chiusi in difesa, operare un concreto e sereno avvicinamento in cui potersi lasciare andare e aprire completamente il nostro cuore.(...)"
La verità è che tutto l'articolo è perfetto per me...
Comunque, tornando a ciò che mi ha colpito... I rubinetti si sono aperti perché ho capito il mio punto nevralgico... Io ho tanti, tantissimi aspetti della mia vita che devo ancora illuminare col daimoku, e che ancora non ho avuto il coraggio di fare... Ieri ad esempio stavo piangendo pensando al karma di mio fratello... al fatto che lui non pratica, e che se anche il semino è stato piantato, e che se anche in famiglia ci sono io come "seria" devota del Sutra del Loto, in realtà sono preoccupata per la sua prossima vita... Che cause avrà messo nelle sue vite precedenti per essersi meritato questo incidente pauroso? E di conseguenza, che cause ha messo Michele per meritarsi di morire così? E io come posso aiutarli? (Chi ha la risposta su come devo praticare per aiutarli, me la dia, vi prego!) Io pratico affinché tornino nelle loro prossime vite, nella mia vita, perché ci possiamo rincontrare, perché io possa sostenerli ancora. E perché le loro cause possano in qualche modo migliorare, in futuro, ancora e ancora, affinché non debbano passare più per questo dolore immenso che hanno passato... Auspico che Michele sia già (sono passati 15 anni e mezzo!) tornato a vivere in una nuova vita, molto più felice e realizzata di quella che ha avuto e che ho conosciuto io...
E poi ho pensato ai miei genitori... A quel senso di abbandono che ho vissuto con i loro continui litigi e mio padre che la sera a volte se ne andava per non sentire mia madre urlare, e tornava il giorno dopo, dormendo chissà dove. E poi la separazione, e poi mia madre che sei mesi dopo si presenta col nuovo compagno, che un anno dopo, credo, all'incirca, è venuto a vivere da noi... E poi l'incidente, quello strappo indicibile che è stato dalla "radice", o pseudo, che mi ero creata di amici, la nostra (mia e di mio fratello) comitiva fatta di quei suoi compagni di scuola, che si è sgretolata di fronte ai miei occhi quella notte, e lottare per tenerlo in vita, Valerio, per quasi 4 mesi, ma dovendo continuare ad andare a scuola, a studiare, anche quando lui e mia madre erano in quella clinica di Innsbruck. Io sballottata tra amici, parenti, quando non potevo per ovvie ragioni essere su a Innsbruck anche io. Io che non chiedevo aiuto per non disturbare, pensando che il mio dolore fosse troppo piccolo e insignificante per meritarmi una mano. Io, piccola roccia, piccolo PILASTRO (il significato letterale della parola pilar in spagnolo) che doveva sorreggere il mondo, quel mondo di carte che stava in piedi per miracolo... Io che vedevo i miei nonni litigare col compagno di mia madre, che vedevo il marcio dietro un sacco di cose, e non dicevo niente a nessuno perché non volevo creare altro dolore, quando il dolore in realtà erano gli altri a causarlo e nessuno di loro si preoccupava di difendermene. Io che ho dato spazio nel mio cuore a un ragazzo col quale ero cresciuta assieme, e lui era cresciuto assieme a mio fratello, pensando che in virtù di questo mi avrebbe difesa a spada tratta, e mai avrei pensato che un mese dopo esserci messi assieme, sei mesi soli dopo l'incidente, mi sarei sentita dire "se la mia ex viene a studiare a Roma mi rimetto con lei... Anche tu un giorno troverai qualcuno che amerai così tanto da volerci passare la vita assieme..." Cuore frantumato, eppure dopo che l'ho lasciato mi ha rivoluta, e l'ho tenuto con me per 7 anni e mezzo, pensando di non meritarmi nessuno di meglio, pensando che fosse il meglio sul mercato, anche se per 3 anni non ha fatto che nascondermi cose su cose, che regolarmente scoprivo anche senza volere (amici -suoi- deficienti...)...
Chissà io che cause ho messo nelle vite passate se mi sono ritrovata a crearmi queste situazioni e a pensare di non valere la MIA felicità, di meritarmi esattamente QUELLE situazioni, senza poterne-volerne uscire.
Ecco. Ho realizzato che gli strappi del mio periodo pre e adolescenziale, senza dimenticare mio padre completamente assente (dopo che per anni ero stata la sua cocca) durante i primi anni dopo l'incidente di mio fratello, sono le cause sicuramente del mio attaccamento agli affetti oggi. Mi sono spesso descritta come un cucciolo bisognoso d'affetto, di quelli che la gente senza cuore li può anche prendere a calci, ma appena danno loro una carezza, sono lì che scodinzolano, che hanno dimenticato tutto.
Ho sempre dato tutta me stessa, sia agli amici, ai parenti, agli amori. Per poi ricevere quasi sempre nulla, o anche un calcio sulle gengive, grazie. E quando mi sono fermata a guardarmi intorno, o dietro, ho visto pezzi del mio cuore calpestati, rovine, ceneri... E non m'è piaciuto vedere quello che ho visto.
Ancora una volta, proprio l'altro giorno, mi sono ritrovata a soffrire così, per il veneziano. Non tanto per l'amore negato, cosa a cui ero pronta, quanto per la presa in giro sui miei sentimenti, visto che flirtava sapendo cosa provassi, ma sapendo anche di non provare nulla per me, né ora né mai visto che non sono il tuo tipo; e altrettanto per la sua scomparsa, il suo disinteresse totale alle cose importanti della mia vita.
Il mio Buddismo, quello di Nichiren Daishonin, insegna ad alzarsi da soli. E se per alcuni versi sto facendo passi da gigante, per altri continuo a zoppicare e inciampare sempre sulle stesse cose, sugli stessi errori, sugli stessi comportamenti... Non devo piangere per gli errori commessi, ma gioire per i traguardi compiuti, rimanendo però focalizzata sulle cose che devo migliorare.
Questa del veneziano è allo stesso tempo una sconfitta, un obiettivo e un traguardo già raggiunto. Perché ho messo una pietra per la nuova costruzione, ho visto dove ho sbagliato, e sto crescendo con un occhio ben fermo su cosa NON devo fare più (anche se so che dovrò essere indulgente perché errare è umano, e perseverare è diabolico...), nelle relazioni. La difficoltà per me sta nel non aspettarmi nulla. Proprio in virtù di quella bambina che difendeva tutti dal dolore, dimenticandosi dell'importanza del proprio, di quella bambina che non veniva vista; di quella ragazza che al liceo non era capita da NESSUNO dei suoi compagni che pensavano che un coma di 4 mesi fosse una passeggiata da cui uscire, e per questo è stata emarginata perché additata come una che "si approfittava" di una sciocchezza per farne un problema gigante. E non è che i professori, adulti e vaccinati, abbiano aiutato molto in questo quadro. E quindi, essendo sempre stata in debito di attenzioni e di coccole e di sostegno, sapere che io ce la devo fare da sola e NON DEVO appoggiarmi a nessuno è difficile. La parte facile è che l'ho sempre fatto. La parte difficile è non essere cinica in questa "disattesa", continuare ad amare e a sostenere come ho sempre fatto, ma senza aspettarmi nulla in cambio, senza, anzi, rimanere delusa se non ricevo nulla in cambio.
Forse devo focalizzarmi sul fatto che io avrò la MIA famiglia, grande, ampia, felice, armoniosa, proprio come auspica Sensei per tutti noi, e che la mia famiglia sarà quella che ho sempre voluto per me bambina, quella dove se hai un problema sei accolto, e si risolve tutti assieme, ché non sei solo, e tutto ha un rimedio. Dove non arrivi tu, arrivo io. Non devo pensare a quel che non ho avuto, o a quello che mi è stato tolto. Basta passato! E anche presente! Solo futuro!
Anche io, come la scrittrice dell'articolo, tendenzialmente non mi fido del mio prossimo, perché sono sempre cresciuta facendo tutto da me, e quando ho dato fiducia, è stata tradita. Difficile quindi starmi accanto! Sto imparando piano piano ad affidarmi, per piccole cose, magari, ché visto che non ho una storia ufficiale da tempo, è difficile parlare di cose importanti. Ma magari, che so, una volta non ascoltavo molto i consigli perché non mi sentivo capita da nessuno, e invece ora la prima cosa che penso è l'opposto "sentiamo cosa mi consiglia X... Magari lei/lui anche se non dovesse aver vissuto quel che ho vissuto io, avrà un'esperienza da raccontarmi che io posso plasmare sulle mie, e magari mi aiuterà..." Anche questo è un piccolo, grande passo, verso l'apertura...
La chiarezza nasce anche da questo. Se ripuliamo i nostri dolori per crescere, per convertirli in medicina, per purificare la nostra vita, essa fiorirà, e risplenderà della NOSTRA LUCE INTERIORE, DELLA NOSTRA BUDDITA'...
Leggetevelo tutto quell'articolo, è proprio bello...
Grazie come sempre per avermi letta sin qui... Buonanotte...
"Conviene ringraziare sempre la vita, perché ogni cosa può essere veicolo di crescita e di realizzazione, ogni avvenimento può rappresentare una grande occasione per mettere alla prova le nostre capacità. La preghiera sincera, lo studio, le attività, lo sforzo continuo che facciamo ogni giorno per seguire la via del valore e dell'autenticità con serenità e pazienza sicuramente ci portano sempre più vicini al cuore del maestro, alla fusione con il Gohonzon e ci permettono di arrivare così all'ottenimento della felicità assoluta, quella che non dipende da niente e da nessuno, quella che possiamo ritrovare dentro di noi in ogni momento della nostra vita, qualunque cosa accada."
miagolato da:
Gargattina alle ore luglio 10, 2008 01:37 |
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Eluana Englaro, una dolce ragazza di venti anni, il 18 gennaio 1992 (lo stesso anno dell'incidente di mio fratello e di Micky), rimane vittima di un incidente, e da allora è sopravvissuta in coma vegetativo, in una vita, se così si può chiamare, priva di ogni dignità...
E' di oggi la notizia che finalmente la Corte d'appello Civile di Milano ha accolto l'appello del padre di Eluana, e l'ha autorizzato, in qualità di tutore, a interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato che da 16 anni tiene in vita la figlia.
Io spero, se nessuno si metterà in mezzo a questa decisione, stavolta, che finalmente Eluana abbia vinto.
Non so voi come la pensiate, ma avendo visto mio fratello passare 4 mesi della sua vita in coma, avendo lottato tra la vita e la morte per 3 mesi, e sapendo come sta ora, pur riconoscendo che è un miracolo come ne sia uscito, se io mi fossi trovata al suo posto NO, non avrei voluto sopravvivere. Io da sorella apprezzo il dono di averlo ancora con me, di poterci parlare, di vederlo sorridere (non ha MAI pianto dall'incidente, MAI UNA LACRIMA...)... Ma se io avessi un incidente o una qualsiasi malattia che mi rendesse a un certo punto DIPENDENTE dalle altre persone, anche non a livello vegetativo come Eluana, ma comunque DIPENDENTE, per cucinare, per vestirmi, per uscire, per avere una vita sociale, impossibilitata a lavorare, a muovermi come e quando decido io... Io NON VORREI MAI RIMANERE COSI'.
Io sono pro-eutanasia, perché la persona, io, merito di avere dignità anche nella morte, sicura che comunque nella prossima vita potrò fare di meglio ancora e che la mia vita, ora la sto vivendo come meglio posso, o sto facendo del mio meglio per viverla al meglio.
Io sono contro l'accanimento terapeutico. Non vorrei mai che, se mi si prospetta un coma, una invalidità di qualche tipo, mi si propinasse un trattamento coatto di rianimazione.
Voglio morire con dignità. Anche dovesse essere una lenta agonia, come quella che si prospetta per Eluana una volta staccato il sondino e il respiratore, magari placata da qualche medicina tipo morfina... Ma piuttosto che rimanere anni e anni attaccata a delle macchine, con un tubo che ti riempie la pancia e un altro che ti svuota l'intestino e la vescica, preferirei 1000 volte questo.
Io sono donatrice d'organi. Spero solo che se dovessi subire un incidente o avere qualche malattia non infettiva che mi portasse sul punto di morire, spero di avere modo di lasciare i miei organi in eredità a qualche altra persona che possa così riavere la vita grazie alla mia morte. Questo, questo è l'unico punto su cui accetto i macchinari: per tenere i miei organi in vita fino al momento dell'espianto, nulla di più.
Al momento vorrei donare tutti gli organi tranne le cornee, perché ho sempre pensato "nell'aldilà i miei occhi mi serviranno"... Un attaccamento che sto rivalutando ora che sono buddista e magari a breve non penserò più che mi servano... In fondo andrò nello stato di latenza, e per riabbracciare i miei cari, sto praticando affinché ci rincontriamo nella prossima vita, tutti assieme, di nuovo, in armonia, più felici ancora che in questa vita....
Lascio qui questo "testamento"... Perché nella vita non si sa mai... Visto quanto è successo a Eluana, e visto che in Italia non c'è, purtroppo, una legislazione chiara e "aperta" su questa faccenda, io qui dico la mia. Perché si sappia, in caso di bisogno.
Grazie.
...Questa non ve l'avevo raccontata...
Qualche settimana fa mi trovavo al supermercato... C'era una madre con i due figli, maschi... Decisamente scalmanati e scomposti... Beh... La madre non faceva altro che riprenderli, ovviamente... Ma non mi stupisco che loro fossero così agitati... Anch'io al loro posto sarei agitata... Angosciata, forse!?
Come possono crescere sani di mente due fratelli che si chiamano ORSO e LEONE?!
Il padre sarà il Re della Foresta?! Di cognome fanno Giardinozoologico?! O forse Kimba?!
... Io e mio nonno davanti la televisione a vedere il TGR a pranzo...
Nonno: "Oh, questo servizio ti interessa!"
Io: "?!"
Nonno: "Parla di VOI!"
Io: "Voi chi?!"
Nonno: "Roma Capitale del BuDDismo!" (citando il titolo del servizio in onda)
....



"Nonno... ehm... veramente c'è scritto Roma Capitale del BULLISMO, non del Buddismo!
"
hihihihihi!!!!!!
Che poi il buLLismo va proprio contro tutti i principi buddisti, eheheh...
Ahimé non sono riuscita a scrivere almeno due post, anzi tre, che avevo in mente: uno riguarda lo shakubuku portato a riunione giovedì sera, uno riguarda l'attività di byakuren di ieri mattina con a seguire incontri vari al Kaikan, e uno riguarda l'ebollizione che mi è presa ieri sera riguardo il veneziano. A momenti lo mando a cagare via sms per il suo comportamento delle ultime settimane (tra l'altro ieri sera ha RIFIUTATO una chiamata!), e guarda un po', ai miei due sms chilometrici in cui gliele cantavo, mi ha finalmente risposto stamattina scusandosi del suo comportamento ma in questo momento, lo ammette, seguendo quel che gli ho detto io, vede solo se stesso e ha bisogno di concentrarsi su se stesso. BENE. Ho recitato daimoku su questa onda di emozioni, e ho pianto. Per capirmi. Perché se è vero che non c'è dipendenza da parte mia nei suoi confronti, non sono certa al 100% che tutto questo sia frutto di aspettative. Ma la verità è che su questi punti il Buddismo non è che mi sia proprio chiaro. So come non creare dipendenza, ma non sono certa di capire il limite tra aspettative e cinismo...Perché è così sottile, ed io NON VOGLIO, NO NO NO, diventare cinica. E allora io come AL SOLITO MIO, cretina, do' il 100% in una relazione, di qualunque natura essa sia, non posso evitarlo. Ma pensavo che stavolta non me ne sare pentita, perché i preamboli erano perfetti perché anche lui ricambiasse lo stesso tipo di amicizia autentica che ho sempre dato io. E invece no. E' bastato che si liberasse dei suoi fantasmi (la ex) e dei suoi impegni d'obbligo (gli esami) perché lui, come tutti gli altri in passato nella mia vita, si dimenticassero di me. USATA. Mi sento USATA. E mi sento NON RISPETTATA NEANCHE COME DONNA. Non ricordo cos'ho scritto nel post dopo la telefonata di martedì. Ricordo che l'avevo ringraziato per avermi rispettata come donna quand'era qui visto che non aveva approfittato del mio debole per lui. Ma col senno di poi, dopo che mi ha detto che "pensava fosse chiaro che non sono il suo tipo", riflettendoci su mi sono sentita usata. Nel mio sms di ieri sera gli ho detto anche questo, che lui forse si è divertito a flirtare con me (sembrava proprio divertito mentre lo faceva) ma se sapeva che non ero il suo tipo, quanto pensa che mi sia divertita io?!!! Ma ciò nonostante, dovrei essere IO quella risentita e che non si fa viva con lui, invece no, ho continuato lo stesso a dargli la mia amicizia. Mi ha invitata ad andarlo a trovare a Tuscania, e poi quando gli ho detto che non pensavo di riuscire ad andare per un problema di soldi, non è che mi abbia ricercata nei giorni dopo per sapere se andavo o no, o quantomeno per farmi sapere QUANTO sarebbe venuto a costare il posto dove avrei dormito, visto che gli avevo chiesto di informarsi. Allora, gli ho scritto, forse è lui a non essere tanto tranquillo a rivedermi, anche se ha detto a voce di no... Io cosa devo pensare?! E gli ho detto che di amici così, che vanno e vengono, che non ci sono mai quando ho bisogno (ho avuto il primo e il secondo turno byakuren e lui non m'ha cercata neanche con un sms per sapere come fossero andati, anche se lui stesso è un sokahan; Cina è scomparsa e non s'è preoccupato di sapere il giorno dopo che gliel'avevo detto se tante volte fosse tornata; Quando è tornata non mi ha risposto all'SMS per dirmi che era felice... Ecc ecc ecc...) ne ho avuti tanti che la metà basta, e ne faccio volentieri a meno, e che non sapevo proprio cosa pensare di lui, perché lui era quello che il 31 maggio mi aveva ringraziato del biglietto d'auguri per il suo compleanno che quasi si metteva a piangere tanto era commosso delle cose che avevo scritto, perché lui era quella che mi aveva chiamata beneficio della pratica, che mi riteneva un'ottima amica... e poi questa amica la butta nel cesso appena è poco poco più impegnato. D'accordo il seminario di danza. Ma cazzo, un minuto per un sms non lo trovi???
Ed eccomi qui.
Io che pensavo di aver cambiato tutto, di aver finalmente modificato un po' quel mio karma che mi ha fatto incontrare praticamente solo amici stronzi fino a prima della pratica... Io ringrazio perché HO DAVVERO incontrato persone speciali, come Sandro, come Giada, come Myoho, come Miciadipelo, come Monicucci, Silvia, e qualcun altro del mio gruppo... Persone in carne ed ossa...
Ma NON RIESCO, NON RIESCO a non lamentarmi di qusta persona che si era dimostrata in un modo, non me la sono sognata, creata, immaginata io, si era dimostrata in un modo fino a due settimane fa, quasi tre, e poi da quando è venuto qui a Roma per gli esami è stato tutt'altra persona. Non si può cambiare così. Non so, forse sono cambiata io?! Non mi voglio dare "colpe", ma non riesco neanche a capirci qualcosa... E' il mio specchio? No, non credo, perché tantissime altre persone mi hanno vista luminosa e splendente in queste settimane, allora anche lui doveva vedermi così e io di conseguenza rispecchiarlo ecc ecc... Allora ho pulito e ho visto sotto un alone che avevo immaginato io di "perfezione" che lui è STRACOLMO di difetti? Ho cambiato davvero gli occhiali come mi è stato detto ieri, con cui lo guardo?
Cosa??? Cosa è successo????
Sono stordita, e ho pianto come un agnellino davanti al Gohonzon, perché ancora, dopo Titti, dopo Valentina, dopo Sao, dopo Giorgia, dopo altre 50 persone che mi hanno TRADITA nella mia vita, mi ritrovo da capo a dodici.
Forse è l'attività byakuren, dopo una giornata perfetta che era ieri, tra l'altro con una mattinata all'insegna DELLA RINASCITA, letteralmente, che mi ha fatta pulire e vedere il giusto nelle cose che io credevo giuste e invece erano sbagliate?! Forse le due ore di daimoku a protezione del Butsuma piccolo ieri mattina??
Ho solo cambiato pagina?
Cosa cacchio è successo, non capisco...
Ma so solo che NON VOGLIO diventare cinica e per non avere attaccamenti, per non avere aspettative, non voglio diventare una persona fredda che non si affeziona e non dà. Io NON MI POSSO SNATURARE. Non ci riesco.
Ho rideterminato davanti al Gohonzon che io queste stronze persone egoiste che mi usano e mi gettano non le voglio. Io voglio rispetto e voglio amore e voglio affetto e attenzioni. Ma non a gratis. PERCHE' IO SEMPLICEMENTE LE MERITO E LE DO' PER PRIMA. Cazzo. Me le merito. E non capisco dov'è che non rispetto me stessa se poi mi torna indietro nell'aspetto di questi esseri... Da qualche parte sbaglio, ma non so dove...
UFFA.
Che karma profondo che ho... da sradicare....
Buona domenica a tutti...ci leggiamo lunedì...
miagolato da:
Gargattina alle ore luglio 05, 2008 19:19 |
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...ma il sonno ha preso il sopravvento e l'ho dimenticato... mentre ero in macchina alla radio avevo sentito una mezzanotizia... e mi dicevo MA VERAMENTE?!! Avrò sentito bene?!!!
SIIIIII, avevo sentito bene:
INGRID BETANCOURT E' FINALMENTE LIBERA DA IERI SERA!!!!
E' una notizia che ha dell'incredibile, e la sua felicità, quella dei suoi parenti che tanto hanno lottato per lei, dev'essere alle stelle... Se io mi sono commossa, figuriamoci lei, loro...
Sono proprio felice..
P.S.
Come si può non commuoversi di fronte a una foto così?
... La giornata è andata che mi sono svegliata con il torcicollo che prontamente è diventato mal di testa. Sarà l'afa allucinante di oggi. Della serie alzi un dito e già grondi di sudore.
Il Topo mi ha rotto un'alzatina di ceramica a cui tenevo tanto, comprata a Castelli in uno dei pochi viaggi fatti da sola con la mamma non tanti anni fa (3? 4?), e tra l'altro l'ha fatta cadere dal tavolo mentre ero sotto la doccia, insaponata... Sono uscita di corsa perché ho sentito un botto allucinante. In verità ho pensato istintivamente al Gohonzon, ma non era lui, per fortuna (questo sorcio è così agitato che ho paura per il mio Butsudan, dico la verità... Si arrampica ovunque, non importa quanti ostacoli tu gli metta... Mi sta distruggendo casa! Ora ha preso a dormire nel lavandino del bagno... Penso sia perché è bagnato e quindi fresco...). Ero a piedi nudi e ho messo un piede su un pezzo di ceramica (furba io! Ma quando sono uscita dalla doccia non avevo capito cosa fosse successo e mi sono solo preoccupata di correre a vedere che stesse bene, senza guardare dove mettessi i piedi), e poi preoccupata ho cercato di acchiapparlo per vedere che stesse bene, che non si fosse lui tagliato niente... Io per fortuna non ho subito neanche un graffio da quel pezzetto di ceramica... Lui neanche. L'alzata stava messa peggio di tutti e due, decisamente! A malincuore l'ho dovuta buttare, essendo andata in mille pezzi e pezzetti.
Sono arrivata sul luogo del mio sogno nel cassetto con un notevole ritardo rispetto al preventivato (14,15 invece di 13,30) per questo contrattempo, e ho beccato la pausa. Perciò 40 minuti di cazzeggio... A Roma l'afa era impressionante... Ma anche l'aria condizionata nel posto dove mi trovavo, perciò il mio torcicollo è appunto diventato mal di testa e ho preso il medicinale, che mi ha dato i soliti effetti collaterali da sensazione di stare su una nuvoletta, perciò non ero connessa con l'ambiente. Male, perché ho sentito una notizia che mi ha presa molto, e non ho potuto giocare bene le mie carte, anche perché quella persona che mi sta "accompagnando" in questo periodo in questo "viaggio" oggi era stra-impegnata, sempre in movimento, e quindi quei 2 momenti che c'ho parlato non è venuto uno splendido discorso fuori.. Ho cercato di propormi per il posto di "lavoro" che ho scoperto essere in ballo. Non è la meta a cui voglio giungere, ma potrebbe essere un ottimo inizio. E soprattutto, dal momento che dal mio EX (perché secondo me sarebbe il caso che io cominci a chiamarlo così) lavoro per il momento non vedrò una lira e neanche di nuovo il posto di lavoro, ho bisogno di SOLDI, e velocemente, perché il 7 mi scadono la Mav, l'ENEL, e poi ci sono due rate di condominio da pagare, e poi il parcheggio da pagare entro il 5, e poi la pappa per i gatti, e io volevo andare a Tuscania questo week-end e invece non c'ho i soldi manco per la benzina, e poi il vaccino per il Topo, e chi più ne ha più ne metta...
Gli dico "Io sono molto brava a scrivere al computer, rapidissima..." "Eh, lo so, ma lei ha proprio bisogno di soldi..." e io "Non sai io in questo momento!!!"
Domani ho il muratore, ma se si sbriga, spero di tornare lì "nel mio sogno nel cassetto" e ribattere questo tasto... Ci tengo troppo!!!
Ho chiesto chiarezza al Gohonzon, una volta di più, stamattina...Dall'amore, dal lavoro, dalla mia vita, e soprattutto RISPETTO. Per me stessa, per quella che sono, per quello che faccio. Da me stessa e dall'ambiente.
Stasera mi richiama il veneziano. Oggi come sempre avevo avuto l'istinto di cercarlo, per sapere se alla fine era partito presto stamattina per Tuscania, e se era arrivato sano e salvo, ma no, mi sono troncata le dita. Incredibile, mi ha chiamata lui. Ieri sera c'eravamo sentiti 10 minuti scarsi nei quali è uscito fuori il discorso provola (le avances da parte di quella persona che mi sta "accompagnando" nel mio sogno nel cassetto, e che io ho prontamente troncato...) e lui mi fa "Ma io lo so che sei una bella ragazza... Mica non è successo niente perché non sei una bella ragazza... Ma io neppure vado con tutte le belle ragazze che mi capitano a tiro..." e io "Quindi vuoi dire che non sono il tuo tipo?" e lui cambia discorso... Salvo poi tirar fuori per l'ennesima volta la frase "che io lo so che quando tu ti stuferai di me, di cercarmi, sarà il momento che io mi INNAMORERO' di te..." e usa sempre questa parola... che è bella forte, voglio dire. Insomma, come al solito non c'ho capito un'emerita...
Stasera ci risentiamo, quindi, e LUI tira fuori il discorso "Ma perché ieri sera mi hai chiesto se tu non sei il mio tipo?" e io "come perché? Sei tu che mi devi dire perché non hai risposto, piuttosto..." e lui "ma è chiaro che è così..." "Che non lo sono?" "Esatto... Ma scusa? Ti pare che io vengo a casa tua due volte e con tutto quello che hai fatto per me, tutte le cose chiare che mi hai detto, il tuo atteggiamento, io non facevo nulla se eri il mio tipo??" e io "Ah... Ma che ne so io: Sei TU quello che dice sempre <tanto poi mi innamorerò di te quando tu ti scoccerai> e già solo per questa frase io non avevo capito se ti piaccio o no... Ho solo pensato che non fossi pronto ora perché esci da una storia importante, e vuoi stare da solo, hai giustamente bisogno del tuo tempo per riprenderti...hai tanto decantato la tua libertà... Mi hai confusa..." e lui "Scusami... Pensavo fosse chiaro..." MADDECHEAHO'!
E' proprio de coccio!!!
E poi mi dice che se io non mi sento di essergli amica perché magari stavo continuando la "storia" solo con la speranza che accadesse qualcos'altro, lui lo capirebbe. Gli dispiacerebbe moltissimo, ma lo capirebbe... E io gli ho detto che no, non è il mio caso... Lui ha detto che c'è rimasto male che i miei amici mi abbiano detto che è meglio lasciarlo perdere se... non me lo dà, diciamo così, ma sperava che io non fossi così come loro... Infatti no, non sono così. A me di quello che mi dicono gli amici me ne frega poco, conta quello che penso io prima di tutto, e lui l'ha capito che sono così ed è contento, però voleva sentirmelo dire. Gli ho detto con sincerità che è ovvio che se domani mi dicesse che si è innamorato di una e che ci si è messo insieme, io sarei felice per lui, ma dal mio canto ci soffrirei, probabilmente. D'altro canto, gli ho detto, non è che sto impantanata su di lui da due mesi in ATTESA DI LUI. Mi sto BEN guardando attorno. Ovvio che quando lo vedo mi piace tanto, pendo un po' dalle sue labbra, e poi è un gran fico e mi piace una cifra fisicamente, ma so che c'è una persona PERFETTA per me, che proprio non è lui, perché diciamocelo che poi di "difetti" (rispetto all'uomo perfetto descritto nel quadernino sotto al Gohonzon) ne ha tanti...
E insomma, c'è stato questo chiarimento, e DEO GRATIAS (anche se non dovrei dirlo io, hi